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Vendere in Serbia dall'Italia: rappresentante fiscale e IVA

Un'impresa italiana che vende beni o servizi soggetti a IVA in Serbia, senza una sede qui, deve nominare un rappresentante fiscale e registrarsi all'IVA serba, qualunque sia il fatturato. Non deve farlo se vende esclusivamente a clienti serbi soggetti IVA: in quel caso l'imposta la calcola il cliente.

Autore: Srđan Bogićević, avvocato, fondatore dello studio · Normativa verificata:

Quando serve il rappresentante fiscale

La legge serba sull'IVA (articolo 10a) prevede che il soggetto estero che effettua in Serbia operazioni per cui è dovuta l'IVA, o operazioni esenti con diritto alla detrazione, debba nominare un rappresentante fiscale e registrarsi ai fini IVA. La soglia di fatturato che vale per le imprese serbe non si applica: l'obbligo nasce con la prima operazione.

Si pensi a un'impresa italiana che vende macchinari a privati o a enti non soggetti IVA in Serbia, che organizza un evento a Belgrado con biglietti venduti al pubblico o che fornisce servizi legati a un immobile in Serbia.

  • vendite o servizi tassabili in Serbia
  • clienti che non sono soggetti IVA serbi
  • nessuna sede o stabile organizzazione in Serbia

L'eccezione: clienti soggetti IVA

Se l'impresa italiana vende esclusivamente a soggetti passivi IVA serbi, non deve nominare il rappresentante né registrarsi. In questo caso l'IVA la calcola e la versa il cliente serbo, con il meccanismo di inversione contabile. È la situazione più comune per chi fornisce beni o servizi ad altre imprese.

Basta però una sola vendita a un cliente non soggetto IVA per far nascere l'obbligo. Prima di accettare ordini da privati o da enti in Serbia conviene verificare lo status del cliente.

Chi può essere rappresentante fiscale

Il rappresentante può essere una persona fisica, un imprenditore individuale o una società con residenza o sede in Serbia, registrato ai fini IVA da almeno 12 mesi e senza debiti tributari scaduti alla data della domanda. L'Amministrazione fiscale deve approvarlo con un provvedimento. Non può essere una stabile organizzazione della stessa impresa estera e l'impresa può averne uno solo.

Il rappresentante svolge in nome e per conto dell'impresa estera tutti gli adempimenti IVA: registrazione, calcolo dell'imposta, emissione delle fatture, dichiarazioni e pagamenti. Se il rapporto cessa, l'impresa ha 15 giorni per nominarne un altro; altrimenti si producono gli effetti della cancellazione dal registro IVA.

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Se acquistate in Serbia ma non vendete

Un'impresa italiana che paga IVA serba su acquisti, ad esempio alberghi, fiere o servizi, ma non effettua operazioni in Serbia, non deve registrarsi. Il rimborso di quell'IVA per i soggetti esteri dipende però dalla reciprocità, e l'Italia non figura nell'elenco pubblicato a gennaio 2026. Prima di contare su un rimborso va verificata la situazione aggiornata.

Gli errori che vediamo

Il primo è iniziare a vendere a privati in Serbia pensando che la soglia di fatturato protegga anche l'impresa estera. Il secondo è scegliere come rappresentante una persona che non ha i 12 mesi di registrazione IVA o che ha debiti fiscali, e scoprirlo solo quando l'Amministrazione fiscale respinge la domanda. Il terzo è lasciar scadere il rapporto con il rappresentante senza nominarne un altro entro 15 giorni.

Domande frequenti

Un'impresa italiana deve registrarsi all'IVA in Serbia?

Solo se effettua in Serbia operazioni soggette a IVA verso clienti che non sono soggetti IVA serbi. In quel caso deve nominare un rappresentante fiscale, indipendentemente dal fatturato.

Serve il rappresentante se vendo solo a imprese serbe?

No, se tutti i clienti sono soggetti IVA serbi. L'IVA la calcola il cliente con l'inversione contabile.

Chi può fare da rappresentante fiscale in Serbia?

Una persona o una società residente in Serbia, registrata all'IVA da almeno 12 mesi, senza debiti tributari scaduti, approvata dall'Amministrazione fiscale.

La guida contiene informazioni generali e non è un parere legale sul suo caso. Ci invii la sua domanda per una valutazione.

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